Riportiamo di seguito, integralmente e fedelmente, il ricordo social di Pietro Grasso circa il magistrato italiano Rosario Livatino:

«Il 21 settembre 1990 la mafia volle mettere fine all’intraprendenza e alle inchieste del giudice Rosario Livatino. Morì a soli 38 anni. Nonostante la sua giovane età conduceva il suo lavoro con profonda maturità umana e professionale. Come mostrano queste sue parole, oggi estremamente attuali e d’esempio:

“Il magistrato è colui al quale, piaccia o no, è affidato lo specialissimo compito di applicare le leggi e in piena, totale indipendenza da ogni centro di potere, politico e mafioso. L’indipendenza del giudice, infatti, non è solo nella propria coscienza, nella libertà morale e nella fedeltà ai principi, ma anche nella trasparenza della sua condotta, anche fuori del suo ufficio, nella libertà e nella normalità delle sue relazioni, nella sua indisponibilità a iniziative e affari, nella scelta delle amicizie”».

Redazione Online

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