Tramite un post, il noto giornalista partenopeo Sandro Ruotolo, ricordando Giancarlo Siani, asserisce:

«Caro Giancarlo Siani, oggi, nel giorno che ricorda il tuo omicidio avvenuto 34 anni fa, sarò a parlare con gli studenti nella tua Torre Annunziata, nella città che hai raccontato da giornalista giornalista. Gli dirò che in quegli anni c’era una vera e propria guerra civile nella quale sono morte tante vittime innocenti. Tu sei stato ucciso solo perché hai pubblicato una notizia che alla camorra non piaceva. Gli dirò anche che nella battaglia per la difesa della libertà di stampa abbiamo bisogno dell’impegno della società civile perché dove regnano paura e omertà sono più forti loro e, i giornalisti giornalisti come sei stato tu, rischiano di essere uccisi e intimiditi perché soli e quindi sovraesposti. Certo, siamo target quando altri giornalisti non fanno il loro dovere di informare, ma lo siamo ancora di più se in quei territori che raccontiamo le persone perbene sono indifferenti e si girano dall’altra parte. Quei ragazzi della tua Torre Annunziata hanno diritto al loro futuro e dove ci sono mafia e corruzione non ci sono né diritti né futuro. La camorra è una montagna di merda».

Redazione Online

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