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Dove finiscono i liquami del Comune di Catania? La segnalazione di un cittadino

Riportiamo integralmente e fedelmente la segnalazione di Salvatore Giuffrida, datata 16 agosto 2019, concernente la costruenda discarica ubicata presso Strada di Bonifica Galemo, situata al km. 3. La struttura sorge a Lentini, centro cittadino in provincia di Siracusa. Quanto redatto, e riprodotto da Officina Giornalistica, è stato indirizzato al Sindaco del Comune di Lentini, al Vicesindaco e al Coordinatore del 3° settore Ufficio Tecnico Comunale.

«Faccio seguito alla mia estemporanea segnalazione nell’ambito del Consiglio comunale aperto dello scorso 3 agosto, incentrato sulla tematica della costruenda discarica di contrada Armicci, per sottoporre alla vostra attenzione un’opera che si sta realizzando nel nostro territorio all’insaputa – sembra – dell’Amministrazione Comunale di Lentini. Si tratta di due manufatti in cemento: una vasca di notevoli dimensioni destinata a raccogliere liquami del Comune di Catania e una camera attigua che dovrebbe ospitare i sistemi di rilancio dei liquami. L’opera è stata eretta su una collinetta ai margini della Strada di Bonifica Galemo al km. 3 in territorio di Lentini su terreno privato. A 50 metri in linea d’aria si trova il complesso dei caseggiati di un’azienda agricola che, anch’essa in territorio di Lentini al limitare con la Piana di Catania, coltiva prodotti di pregio in regime di agricoltura biologica: agrumi, olive, ortaggi, legumi e, da due anni, riso in sommersione. A parte i miasmi che si diffonderanno nel circondario, destano preoccupazione eventuali perdite o infiltrazioni che dovessero verificarsi a danno delle colture anzidette, che si trovano a un dislivello inferiore di 15-20 metri rispetto alle vasche. A un centinaio di metri, inoltre, sono visibili numerose grotte di interesse archeologico scavate sulle pareti di un ampio anfiteatro di roccia tufacea. Desta perplessità il fatto che i diversi funzionari dell’Ufficio tecnico interpellati e lo stesso Vicesindaco del nostro Comune siano all’oscuro di quest’opera che si può considerare l’ennesima colonizzazione del nostro territorio per farne una vasta e diffusa discarica. A sollevare più di un dubbio e a rendere ancora più oscura questa vicenda contribuisce il fatto che sul posto non risulta nessun pannello che riporti gli estremi del progetto: ente appaltante, impresa incaricata dei lavori, responsabile dei lavori e così via. Ritengo, a questo punto, che ci sia più di un motivo perché l’Amministrazione comunale intervenga tempestivamente per accertare la regolarità delle procedure seguite per la realizzazione dei lavori segnalati e, se ne ricorrano le condizioni, bloccarne la prosecuzione. Allego la mappa dei luoghi e tre fotografie dei manufatti. Cordialmente,

Salvatore Giuffrida»

Redazione Online

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