La redazione de «Officina Giornalistica», nella persona del fondatore, responsabile e direttore della piattaforma online, Francesco Romano Pivetta, divulgando il suddetto comunicato stampa, si unisce sentitamente al profondo cordoglio collettivo e familiare espresso per la prematura, inattesa, scomparsa di Nadia Toffa, brillante giornalista italiana, coinvolgente conduttrice e storica inviata della seguita e celebre trasmissione televisiva bisettimanale «Le Iene», in onda sul canale «Italia 1».

Straziante il pensiero de «Le Iene»: «Niente per noi sarà più come prima».

Riportiamo di seguito, integralmente e fedelmente, la «quarta di copertina» de «Fiorire d’inverno», direttamente curata da Nadia Toffa: «Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta.

Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza.

La malattia, l’aver bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenere e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore. Nadia».

Interessante il pensiero espresso da Nadia Toffa circa i bucaneve, metafora dell’esistenza: «Da piccola mi piaceva camminare sui prati imbiancati dalla neve e quando ero fortunata mi imbattevo in una famiglia di bucaneve.

I loro boccioli, in apparenza fragili e piegati verso il basso, erano capaci di compiere un miracolo, fiorire d’inverno.

Ogni volta che ripenso alla mia vita e a tutto quello che è successo, mi ricordo dei bucaneve, della loro audacia e del fatto che i miracoli accadono».

L’intero team redazione de «Officina Giornalistica», stringendosi nel dolore, ama ricordarti così, Nadia: sorridente, intraprendente e determinata. Sulla pietra si inciderà il tuo nome, nel nostro cuore si scolpirà il tuo volto. Arrivederci Nadia, buon viaggio.

«Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi. Che come allora sorridi». (F. Guccini)

Officina Giornalistica

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