Home Editoriale Il coraggio di fermarsi

Il coraggio di fermarsi

Senza dubbio saper dire basta è una qualità. Ma saperlo dire al momento opportuno è un dono quasi soprannaturale. Spesso le persone si nascondono dietro a entità mistiche, come il destino o la giustizia divina, pur di non decidere se smettere o no.

È di questi giorni la dolorosa notizia della morte – avvenuta per sua stessa volontà – di Marieke Vervoort, atleta paralimpica belga. Aveva appena quarant’anni, ma se li era fatti bastare per imparare a capire quale percorso avrebbe potuto intraprendere quando sarebbe giunto il momento di interrompere la propria esistenza. Le decisioni nel merito possono essere condivise o criticate, ma la forza di prenderle va sicuramente, sempre, lodata.

Non ancora ventenne, apprese di essere affetta da una deformità tra la quinta e la sesta vertebra cervicale in grado di procurarle una malattia muscolo-degenerativa.

Alcuni ribadiranno che nessuno può forzare il percorso già preventivato per noi. Qualcuno, forse, avrà percepito il suo peso interiore dovuto ai troppi consigli, dati in buona fede. Per pochi istanti, magari, si sarà persino pentita dei propri pensieri. Il frantumarsi delle certezze date per assodate durante la vita fa male; probabilmente, talvolta, le ha persino procurato più dolore di quello fisico, che era costretta a sopportare a causa della propria patologia.

Ma dentro di lei la sapeva lunga. Sapeva volersi bene con la pratica sportiva mirata. Sapeva perseguire e finalizzare i suoi obiettivi, raggiungendo podi e vittorie. Sapeva spegnere i brutti pensieri e accendere i riflettori, spingendo forte con le braccia. Sapeva soffrire, spalancando il suo sorriso in ogni foto. E sapeva darci un taglio, mostrando lucidità nel sistemare burocraticamente la propria dipartita.

Il suo gesto deve essere ricordato e raccontato affinché, chiunque non ne sia ancora munito, possa ambire a possedere la stessa grinta e forza decisionale di Marieke. Questa è probabilmente l’ultima, velata, lezione che ha voluto offrire al mondo intero: insegnare a morire, infatti, non è da tutti; per questo la sua memoria va onorata.

Il mio ringraziamento vola sincero verso di te, Marieke; senza saperlo, col tuo coraggio, mi hai avvicinato, un pochino di più, alla consapevolezza che si può – e in certi casi si deve – perseguire quello che riteniamo più consono, valutando l’opinione altrui senza mai caderne vittima. Sicuramente, ora, potrai essere fiera di te anche per quest’altro traguardo, ottenuto, con le sole tue forze, dal profondo dell’anima.

Davide Cane

Foto di Richard Reid da Pixabay
Foto di Richard Reid da Pixabay

I nostri sponsor:

Associazione Carnevale Storico Crescentinese

Must Read

Coronavirus, alle ore 12 minuto di silenzio e bandiere a mezz’asta

Il sindaco Riboldi: «Aderiamo a questa iniziativa per ricordare le vittime e stringerci attorno a chi quotidianamente è in prima linea»CASALE MONFERRATO...

Coronavirus, un nuovo decesso in Monferrato

CASALE MONFERRATO - Secondo il video-messaggio istituzionale diffuso sui social network dal primo cittadino di Casale Monferrato, Federico Riboldi, per quanto riguarda l’emergenza...

Coronavirus, 5 nuovi decessi in Monferrato

CASALE MONFERRATO - "Altra giornata difficile all’ospedale Santo spirito: cinque nuovi decessi e 12 nuovi ricoveri" - afferma Federico Riboldi, primo cittadino...

«Artisti uniti contro il coronavirus»: Barbara Caprioglio

CASALE MONFERRATO - La quarta puntata de «Artisti uniti contro il coronavirus» vede come protagonista Barbara Caprioglio, nota pianista e compositrice casalese. Il...

Coronavirus, Amich: «Ora tante famiglie aspettano e hanno bisogno di risposte»

CASALE MONFERRATO - In seguito alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tramite i propri social network Enzo Amich, Capo di...