In un articolo apparso sulla testata giornalistica italiana «L’Espresso», numero 35, – «1992-2019: è tempo di uscire dalla notte», pubblicato il 25 agosto 2019 -, il celebre giornalista e saggista Giuseppe Genna analizza la parentesi storica che dal 1992 a oggi ha visto tristemente scemare l’interesse del popolo verso la politica.

Secondo Genna, il fenomeno sociale annunciato in precedenza, causato dalla disaffezione dei cittadini nei confronti dello Stato, mediatore tra classe politica – e Politica – e gente comune, deve essere affrontato con un’«utopia concreta», ossia un valido sforzo affinché sia possibile ricreare una «responsabilità dei valori», coinvolgendo profondamente l’intera popolazione.

Tra le proposte di Genna, di impatto immediato è l’invito a porre in essere il processo di «transazione ecologica», provvedimento urgente, attualmente riscontrabile tra i differenti e numerosi punti del programma del nuovo governo, recentemente insediatosi.

Se l’Italia, asserisce Genna, lavorasse in una direzione «eco-green», si rivelerebbe all’avanguardia, trasformandosi, per i Paesi dell’Unione Europea, in perfetta guida esemplare.

Il «Green New Deal», inoltre, potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase di riavvicinamento tra popolo e politica, tra cittadini e istituzioni pubbliche. La realizzazione del progetto di consolidamento del legame perduto è, tuttavia, impresa assai difficile e ardua; nonostante ciò, i segnali ricevuti – derivanti soprattutto dalle giovani generazioni – sono particolarmente positivi.

In meno di due anni, il tema «green» è diventato sempre più improrogabile, e l’aumento esponenziale dei seguaci della piccola Greta Thunberg – fondatrice e promotrice di Fridays For Future – non ha che anticipato l’exploit dei Verdi alle ultime Elezioni europee.

I giovani si sentono profondamente coinvolti e toccati dal problema ambientale, forse l’unico abbastanza immediato da sfondare le innumerevoli barriere dell’individualismo, creando valori comuni, in cui credere e per cui lottare insieme.

L’ecologia, infatti, diverrebbe l’unica chance contemporanea in grado di offrire un’«utopia concreta», a cui affidarsi, e per cui lavorare, in gruppo, ricreando una comunione di intenti assolutamente necessaria per la formazione di una vera comunità. Morte le ideologie alla base di gruppi e partiti politici, caduta la fiducia del cittadino verso il Palazzo, l’unica via per penetrare nei bisogni della collettività – alternativa al populismo apparentemente concreto con i propri slogan, ma particolarmente più fumoso nella realtà dei fatti – sembra essere la precedente.

Il passaggio, dunque, è epocale, e va affrontato creando coscienza nei cittadini e favorendo il dibattito sociale e culturale, che, con il «Green New Deal», diverrà inevitabilmente politico ed economico: le stime parlano, a tal proposito, di 65 milioni di nuovi posti di lavoro. Si ravviveranno, così, il discorso pubblico e quel rapporto – ormai sopito – tra popolo e politica. Tutto sarà sotto un’unica, importantissima, bandiera: la nostra sopravvivenza.

Alessio Pezzella

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