Non si pensi che il jazz sia prerogativa di soli uomini, magari neri. È musica universale, non di genere, non solo strumentale e, se si vuole parlare di voce, molto meglio la dolcezza di quella femminile; sicuramente spontanea e naturale, ben diversa da quella forzatamente educata da anni di gorgheggi e balzi, sulle righe del pentagramma, cui sono costrette soprani e contralti che praticano il bel canto. Per carità: nulla contro l’opera lirica. Solamente che il canto può essere bello, eccitante o suadente – e di certo risultato di studio altrettanto serio – più consono però alla naturalità della voce, in tutte le sue possibili sfumature. Una bella voce, melodiosa e sottolineata dall’accompagnamento armonico dello strumento principe di infinite possibilità, il pianoforte, può penetrare nel più profondo della sfera emotiva umana. Poi, si pensi che si può raggiungere l’apice, la sublimazione, se voce e strumento si possono esprimere sotto il controllo della stessa persona: un’artista che è pianista e cantante. Non sono poi casi rari: basta avere la pazienza di tenere occhi e orecchi aperti, magari conquistati dall’avvenenza, dall’eleganza dell’artista. Una di questi è, senza dubbio, la pianista jazz e cantante canadese Diana Jean Krall, originaria di Nanaimo, dove è nata il 16 novembre 1964. La piccola città che le ha dato i natali fronteggia Vancouver, la maggior città canadese sulla costa del pacifico: è grande almeno venti volte tanto. Qui, in questi verdi posti incantevoli, la natura ha gratificata la futura musicista, oltre che di cospicuo talento anche di una eccellente avvenenza, dote che nella vita di una donna non guasta mai: anzi.  Si! Diana Jean è una bellissima donna bionda, in carriera fin dal lontano 1993, dopo anni di studio sulla costa atlantica degli States, nel mitico Berklee College of Music di Boston. La via del successo non è certo lastricata d’oro, i meriti però consentono di raggiungere l’obiettivo. È ormai prossima ai trent’anni quando avviene la pubblicazione del suo primo disco Stepping Out, registrato in compagnia di Jeff Hamilton e John Clayton, rispettivamente contrabbassista e batterista – e ti pareva! – che sono anche a capo dell’omonima formazione orchestrale. È Tommy LiPuma, che è un produttore molto preparato e attento – basti unire il suo nome a quello di Miles Davis – che la nota e definisce la voce della Krall “cool, intimate and graceful” – non è necessaria la traduzione. LiPuma poi cura la produzione e la pubblicazione, nel 1995, del secondo disco: Only Trust My Heart. L’anno successivo il terzo disco, All for You, riceve la nomination per un Grammy e rimane per ben 70 settimane al top nella Billboard Jazz Albums.  Nel 1997 un nuovo successo strepitoso con Love Scenes, con a fianco il chitarrista Russel Malone e il contrabbassista Christian McBride, colui che è l’attuale responsabile artistico del Newport Jazz Festival, voluto da George Wein, grande fondatore nel 1954, a subentrargli come continuatore nel più prestigioso Festival mondiale di jazz.  Si può notare come i grandi musicisti incrocino con facilità le loro strade; questo è frutto di sensibilità artistica, non certo di semplice fortuna o ricerca di popolarità o solo tornaconto economico; devono esserci alla base certe affinità.  Se poi le cose si combinano, si realizzano, è un effetto, non certo la causa. Senza volersi dilungare nello specifico sulla attività, anno dopo anno, della pianista-cantante canadese non deve passare sotto silenzio che negli anni novanta e duemila è stata la musicista jazz donna che ha venduto più dischi e, in assoluto, è stata anche la più ascoltata, e vista in concerti dal vivo.  Grammy Awards, – tre – Juno Awards – otto – una dozzina di dischi d’oro e di platino, e ben sette multiplatinum.

Nella già citata Billboard Jazz Albums entra prepotentemente, e in contemporanea, con ben nove album.  Un palmares invidiabile, sotto l’occhio vigile e soddisfatto di coloro che sono i suoi due mentori: la cantante Rosemary Clooney e il contrabbassista jazz Ray Brown.

Le collaborazioni musicali la vedono accanto a grandi nomi: Tony Bennet, Ray Charles, Natalie Cole, nel canto e il pianista jazz Hank Jones che l’accompagna in Dream a Little Dream of Me, che fa parte dell’album We All Love Ella: Celebrating The First Lady of Song, sincero,autentico monumento musicale dedicato a Ella Fitzgerald, la più grande cantante jazz di sempre. Poi, nel 2009 diventa anche produttrice e cura la pubblicazione di un album di Barbra Streisand, Love Is the Answer, accompagnandola anche al pianoforte. L’ultimo grande successo internazionale le deriva dall’album “Turn Up the Quiet” – 2017che rientra nelle top ten in Canada e in più di una paese europeo: Austria, Belgio, Francia, Svizzera. l’Album del 2018 è Love Is Here to Stay.

L’ amore, richiamato nel titolo di questi suoi lavori, ha grande importanza nella sua vita da quando vi è entrato Elvis Costello, il cantautore e chitarrista inglese, di cui diventata la terza moglie. Lo ha sposato il 6 dicembre 2003 nella tenuta di Elton John, a Londra. Costello, il cui vero nome è Declan Patrick McManus, è colui che si è dichiarato “re del rock” e definito anche “impostore” per l’evoluzione che ha avuto la sua musica in tanti anni di carriera. Non è molto conosciuto da noi – la si consideri una mancanza notevole – pur avendo all’attivo circa una quarantina di registrazioni. È una lunga e strana storia quella di Elvis Costello e meriterebbe di essere raccontata. Qui lo si consideri solamente come marito di Diana Krall – di dieci anni più anziano – e genitore, con lei, di due gemelli – Deter Henry Locan e Frank Harlan James – che sono nati a New York il 6 dicembre 2006.  Una bellissima famiglia!

La grande arte che accomuna questi due musicisti, le loro carriere -parallele su piani diversi – non pregiudicano la possibilità di condurre una vita comune all’insegna, e nel valore, di affetti e solidi sentimenti. La considerazione che se ne può trarre è che nella vita di ciascuno di noi è grande l’importanza dell’individualità, non come affermazione del proprio ego, ma piuttosto come valore da ricercare, perseguire e affermare in concreto per realizzare una vita piena e felice. Si può pensare che la musica, immateriale patrimonio che li unisce, sia da considerare un’arte e un valore che ha la possibilità di migliorare i rapporti fra le persone.

Diana Jean Krall – Nanaimo (Canada) – 16 /11/1964  
Elvis Costello – Londra -25/08/1954

Gianfranco Nissola

Photo by Dolo Iglesias on Unsplash
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